Chi sono

Mi chiamo Marco Morello e quella che segue è una breve mappa dei miei cambi di dimora dal giorno in cui sono nato fino a oggi.

LOMBARDIA: dal 1970 al 1975 (5 anni). CAMPANIA: dal 1975 al 1983 (8 anni). LOMBARDIA: dal 1983 al 2006 (23 anni). UMBRIA: dal 2006 a oggi (meno di 2 anni, per ora).

Facendo un po’ di somme, arrotondando di qua e di là, considerando che sono nato a Sesto San Giovanni (ormai inglobata da Milano), tecnicamente si può dire che sono lombardo. Adesso che ho 37 anni, se sono nato e se ne ho passati 28 in Lombardia, significa che sono di lì, me ne rendo conto anche io.

Eppure nel mio patrimonio genetico c’è un gran guazzabuglio. Prendiamo i filamenti del mio DNA e schiaffiamoli su un piatto. Coltello e forchetta e facciamone dei bocconcini. Sentirete il profumo della pizza appena sfornata disegnata di olio crudo e un supplemento di basilico, il gusto pieno dei casonsei e tanta tanta polenta e osei, in un mix che vede l’entroterra napoletano mischiarsi ai sapori bergamaschi e all’infulenza veneta. Il tutto abbondantemente annaffiato dalle piogge rosse di Sesto San Giovanni. Perché io, lo testimonia questo reportage, sono nato proprio dentro lo stabilimento delle Acciaierie Falck, a Sesto San Giovanni in provincia di Milano.

Se vogliamo spremere il sugo della mia vita, possiamo dire che ho studiato poco e malvolentieri, letto molto e con passione, lavorato nell’informatica fino al web, aperto una web agency e poi un’azienda con un sito di e-commerce dedicato a salute e benessere (vende integratori e lo trovate qui: supersalute.com), sono stato un “soggetto pigro” tendente alla dissoluzione, sono stato salvato dal nulla da mia moglie Michela, sono diventato un virtuoso runner, fino a che, nel 2006, non è nata mia figlia Matilde.

Mi sono presentato a lei con una decisione: abbandonare i 23 anni di Lombardia, tra Sesto e Milano, tra auto perennemente in coda, parcheggi impossibili, smog, ore perse in spostamenti e sale d’attesa di ospedali. Abbandonare Milano per Perugia.

Mia moglie Michela è perugina. Abbiamo una bellissima casa in centro a Perugia. Perché mai avrei dovuto fare a mia figlia il dispetto di farla nascere a Milano quando avevamo la possibilità della nostra splendida vita nel cuore verde d’Italia? Nel cuore medievale di una delle più belle città della penisola?

Da milanese sono diventato perugino in pochi istanti. Ce l’avevo nel sangue, si vede. La ciaramicola mi è subito entrata nel cuore (ok, stomaco: era un’immagine poetica dai), seguita dalla torta di Pasqua, dalla torta al testo per arrivare al torcolo di San Costanzo, al quale mi sono appasionato da poco (grazie a una panetteria di Borgo XX Giugno).

La città ce l’avevo nel sangue dai primi anni ’90, quando ero venuto addirittura qui in vacanza. Con il treno! Tanto per spiegarvi che dovevo aver proprio una gran voglia di visitare l’Umbria per fare tutta quella fatica per raggiungerla (non sapevo, allora, che esistesse il diretto Milano-Perugia “Tacito”).

Ecco quindi che, con Matilde nell’aria, decidiamo di trasferirci. Decidiamo che nascerà a Perugia. Che sposteremo la mia attività (sviluppo progetti web) e la nostra società in Umbria. Che ci riuniremo a vecchi amici, ne troveremo di nuovi, faremo finalmente tante di quelle cose che si erano sempre lasciate da parte – tipo il corso di tango! Inizieremo una nuova vita. Io e Michela. Con Matilde. Nata a Perugia. Perugina al 100%. Con il volto rotondo e rosa come i bimbi dei quadri di Pietro Vannucci, vestita con sandaletti color corallo come nei medaglioni tondi e vivi del Pintoricchio.

Eccoci dunque qui. Ed eccomi a vivere la mia peruginità alla scoperta di aspetti, luoghi, sapori e cose che per tuttivoi perugini sono parte di una tradizione storica e familiare consolidata. Mentre per me sono scoperte nuove, spesso meravigliose.

Alla rivista dei commercianti del centro avevo proposto di seguire una rubrica VISTI DA MILANO in cui volevo raccontare i perugini secondo me. Vissuti con animo partecipe ma evidentement straniero. Decido di aprire un blog e di farlo in occasione dell’apertura del minimetrò di Perugia. Progettato da Jean Nouvel. Costruito in SOLI 10 anni.

I motivi di questo slancio li scopriremo insieme leggendo, scrivendo, scambiandoci note, insulti, opinioni.

Che ne dite?

2 Risposte to “Chi sono”

  1. Barbara Says:

    La trovo un’idea carina: un punto di vista che può insegnare molto ai perugini come me.
    Sia nel bene (vedere le cose con gli occhi di chi è arrivato da poco, di chi le vede per la prima volta… serve ad apprezzare ciò che si è abituati a vivere quotidanamente), sia anche nel male (il confronto con una realtà come Milano può insegnare qualcosa).
    Che fine ha fatto la tua proposta alla rivista dei commercianti del centro storico?

  2. supersalute Says:

    La rivista del centro ha preso la mia idea e se l’è fatta da sé a modo suo. Chi li capisce è bravo.
    Comunque la loro scelta mi ha fatto propendere per l’autonomia del mio blog. Come si dice in questi casi: chi fa da sé fa per tre.🙂
    Marco

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